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VITA E PENSIERO

Rivista culturale dell'Università Cattolica del Sacro Cuore

"I veleni della chimica, gettati sulla terra e nelle acque per 'migliorare' la natura, ormai ci tornano indietro: i depositi finali sono i nostri corpi. Ogni bene e ogni attività è trasformata in merce, e ha dunque un suo prezzo: si può comperare, vendere, affittare. Persino il sangue (dei vivi), gli organi (dei morti e dei vivi) e l'utero (per una gravidanza in 'leasing'). Tutto è diventato fattibile: dal viaggio interplanetario alla perfezione omicida di Auschwitz, dalla neve artificiale alla costruzione e manipolazione arbitraria di vita in laboratorio." Così scriveva l'ambientalista cattolico già leader di Lotta Continua Alex Langer nel 1990 in una immaginaria Lettera a san Cristoforo sui destini del pianeta. 

Ora la rivista "Vita e Pensiero" nel numero in uscita ripubblica il testo come editoriale con il titolo "La civiltà senza limiti e la gravidanza in leasing". "In questi mesi intorno alla vita e alla natura - si legge nella presentazione della rivista dell'Università Cattolica - abbiamo visto scatenarsi dibattiti, confrontarsi le opinioni, radicarsi i fondamentalismi. Così abbiamo deciso: rileggere Alex Langer e la sua Lettera a San Cristoforo aveva ancora qualcosa da dirci in tempi di Laudato Si’ e gravidanze surrogate. Non tanto per trovare insperate concordanze e nemmeno per un tentativo di strumentalizzazione, ma per provare a riflettere partendo da un punto di vista letteralmente estemporaneo." 

Tra gli altri articoli del nuovo numero un'ntervista all'intellettuale tedesco Habermas su filosofia e globalizzazione, una riflessione della filosofa ungherese Agnes Heller sui destini dell'Europa, un'analisi di Gluliano Vigini sui giovani e la lettura, la testimonianza di Eugenio Finardi suil futuro della musica italiana.

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Armenia, il viaggio del Papa e il genocidio

Perché non riesce alla Turchia, dopo più di cent’anni, di fare i conti col passato attraverso un serio atto di contrizione, come la Germania dopo il 1945? Solo una questione di orgoglio nazionale, come se un passato oscuramente colpevole potesse macchiare l’onorabilità della nazione di oggi? E’ passato un secolo dalla tragedia che colpì gli armeni ma la ferita della strage sanguina come se fosse appena avvenuta. Proprio oggi, venerdì 24 giugno, papa Francesco si reca per tre giorni in quello che fu il primo Paese a dichiararsi cristiano. Un Papa che, ricordiamo, non ebbe alcun problema un anno fa, ricordando le vicende del 1915, a parlare di “genocidio”.

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Di fronte all’ennesima strage di persone innocenti accaduta in Usa si riapre la discussione sulla facilità nell’accesso alle armi da fuoco e nel loro uso. Assieme alla proposta di una legislazione più restrittiva della vendita, emerge un'altra proposta: la restituzione delle armi allo Stato da parte dei cittadini.

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Nell’agosto 2014, dinanzi ai diversi fronti di crisi che si delineavano ai confini dell’Europa, Papa Francesco iniziò a proporre una formula destinata a imprimersi nella discussione pubblica. "Siamo entrati nella terza guerra mondiale, solo che si combatte a pezzetti, a capitoli." Ed è proprio su questa lettura dei conflitti contemporanei che sul numero 2/2016 di "Vita e Pensiero" si confrontano tre osservatori della politica internazionale come Luigi Bonanate, Giuliano Ferrara e Riccardo Redaelli.

Discussioni

Habermas: Heidegger nazi, Quaderni neri non novità

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È possibile definire la natura umana?

«È possibile recuperare un concetto condiviso di “natura” antropologica che impedisca di scivolare nelle sabbie mobili del relativismo (so che è sgradito tale termine, ma lo adotto come simbolo di una molteplicità sfaldata e babelica)»? Da questa domanda partiva il saggio del cardinale Gianfranco Ravasi "Breve riflessione sulla natura uman" (VeP 1/2016), sottolineando come la “natura umana” possa essere recuperata, in un quadro personalista, a partire dalla figura cristiana del “prossimo”. Tre filosofi provano ad articolare una risposta.

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"L'assenza di donne nelle sfere decisionali della Chiesa come uno scandalo nella società contemporanea di cui non si vede una significativa inversione di tendenza”. Così scriveva due anni fa Lucetta Scaraffia su "VIta e pensiero". Quasi rispondendo a queste sollecitazioni, il Pontefice ha ipotizzato che una donna possa dirigere un dicastero vaticano.

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Anno: 2016 - n. 2

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