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Roma contro Berlino, storico malinteso

Atene e Roma vs Berlino: è uno “storico” malinteso
Atene e Roma vs Berlino: è uno “storico” malinteso
autori: Franco Cardini
formato: Articolo
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Le ultime recenti scaramucce tra Italia e Germania a proposito delle emissioni delle auto non sono che l’ennesima occasione di polemica fra due nazioni che da sempre si amano e si odiano. In tante occasioni si parlato di romanità e di germanesimo, e anche di grecità e di germanesimo: e ciò senza dubbio in quanto l’intransigenza tedesca di fronte alla crisi finanziaria europea ha risvegliato animosità e, con essa, pregiudizi antichi e recenti. Lo ricordava un’acuta analisi dello storico Franco Cardini pubblicata su “Vita e Pensiero”, la rivista dell’Università Cattolica, nel n.4 del 2012 col titolo "Atene e Roma versus Berlino: è uno 'storico' malinteso".

“Qualcuno – scriveva Cardini - ha rispolverato i termini di latinità e germanesimo come contrapposti o come complementari. Qualcun altro ha riesumato la balla propagandistica risorgimentale del 'tedesco' come erede del barbaro invasore e secolare nemico d’Italia, roba degna solo della brutta poesiola di Giovanni Berchet. Le idee di una profonda e unilaterale omogeneità tra mondo greco e mondo romano antichi e di un’opposizione di entrambi rispetto al germanesimo, entrambe superficiali e grossolane, nascono da volgari semplicizzazioni e da banalissime mistificazioni”.

Nel lungo articolo Cardini ricordava come “il complesso confronto-opposizione grecità-latinitàromanità-barbarità-germanesimo è più antico, ricco di variabili che non si prestano a una semplificazione. Nessun dubbio che esso affondi le sue origini/radici nell’antica distinzione nella contrapposizione latina tra Romania (nel senso del dominio di Roma e dell’insieme dei popoli a essa soggetti) e Romanitas (usi e tradizioni romani), cui si annettevano anche il carattere di humanitas, e barbaria/barbaries (che in italiano si dovrebbe tradurre con barbarità, piuttosto che con barbarie”.

Lo storico sottolineava anche che fu Ottone III a elaborare e proporre la tesi della legittima – nella sua persona – translatio imperii dai romani ai germani: l’idea che l’impero “romano” rifondato in Occidente (dopo il V secolo) grazie alla dinastia sassone fosse la legittima prosecuzione di quello romano. All’epoca della Riforma protestante semmai si verificò “uno scontro fra due concezioni che, utilizzando un terminea sua volta posteriore, potremmo definire rinascimentali: quella latina e cattolica, che postulando lo stretto legame tra Grecia classica e cultura romana contrapponeva la civiltà che ne era scaturita al mondo germanico; e quella germanica e riformata, che su una linea originariamente umanistico-neotestamentaria privilegiava il rapporto fra tradizione greca e cultura dei popoli appunto germanici, trattando il mondo romano da corrotto”.

 

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