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Perché il Sessantotto nacque in Cattolica

Perché il Sessantotto nacque proprio in Cattolica
Perché il Sessantotto nacque proprio in Cattolica
autori: Maria Bocci
formato: Articolo
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Non si tratta tanto di celebrare anni “formidabili”, ma di ricordare che l’impulso che animava i sessantottini - sostiene la storica Maria Bocci - era una richiesta di autenticità contro la società borghese, alimentata da settori importanti del mondo cattolico.

Non sempre inseguire gli anniversari fa bene alla storia. Il rischio è quello di ridurre il passato a proprio uso e consumo, quasi fosse una sorta di galleria dei ritratti – belli o brutti che siano – i quali, in realtà, lasciano il tempo che trovano. La storia “usa e getta”, che recupera in ciò che è stato frammenti esemplari da riproporre nel mare incerto della contemporaneità, incorre facilmente nella banalizzazione ed è per lo più incapace di proporre riferimenti valoriali utili per il presente.
E tuttavia, ci sono anniversari di cui è opportuno far memoria perché rimandano a esperienze da ripensare per non perderne lo spessore umano, si tratti di qualcosa di talmente “altro” da noi che è capace di interrogare coscienze magari schiacciate sul sentire comune, oppure di traiettorie umane e sociali che ci assomigliano a tal punto da rendere preziosa la conoscenza storica, anzitutto per sapere chi siamo. I cinquant’anni dal Sessantotto, che si avvicinano rapidamente all’Università Cattolica dove la contestazione è iniziata nell’autunno del ’67, appartengono appunto alla categoria degli anniversari che è bene non ignorare, sebbene l’argomento non sia ancora del tutto decantato come sarebbe necessario per lo storico, il cui sguardo può risultare velato da coinvolgimenti troppo diretti. Per capire la contemporaneità, e forse anche per capire la nostra Università, occorre però passare dal Sessantotto, consapevoli che siamo di fronte a un fenomeno che rispecchia un cambiamento di più ampia durata, non riducibile a mera intemperanza giovanile. Le trasformazioni socio-culturali che portano al Sessantotto e che poi hanno influito sui difficili anni Settanta fanno parte di una storia cominciata con il boom economico e le cui conseguenze si prolungano fino ai giorni nostri. È quindi una prospettiva di lungo periodo che può aiutare a capire la contestazione studentesca, che annuncia un cambiamento d’epoca accelerando, nondimeno, un
processo già in atto.
Dunque non tanto la celebrazione di un anniversario dell’anno «formidabile», come lo ricordano protagonisti che ne hanno fatto una sorta di “canone” esistenziale e sociale, ma una rifl essione sul significato delle dinamiche storiche evidenziate dalla contestazione sembra davvero opportuna e necessaria. 

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