Il tuo browser non supporta JavaScript!

News

Torneranno i cristiani a Mosul?
25.10.2016

Oct

25

“In Iraq una crudeltà che fa piangere”: così papa Francesco all’Angelus del 23 ottobre. Parole dedicate a Mosul, rivolte alla sorte dei cristiani ma non solo. Invitiamo allora a rileggere alcuni articoli usciti sul tema su “Vita e Pensiero”. Come quello di Philip Jenkins "Chiese d’Oriente, crepuscolo inevitabile?".

scritto da Roberto Righetto
Continua >
Budapest '56 e l'addio al Pci degli intellettuali
20.10.2016

Oct

20

Il 23 ottobre 1956 scoppiò la rivolta di Budapest contro l’Urss. Una protesta che riuscì per pochi giorni e fu repressa nel sangue. Fu anche una pagina decisiva per tutta l’intellighenzia europea: molti scrittori e pensatori abbandonarono il Pci. Sul nuovo numero di “Vita e Pensiero” tre interventi sulla vicenda.

Continua >
Agnes Heller: l'Europa e le periferie del mondo

Su "Vita e Pensiero", la filosofa ungherese Agnes Heller invita l’Europa a lasciarsi alle spalle l’eredità pesante di Auschwitz e dei Gulag e a “riscoprire la propria vocazione planetaria, ridefinendo al tempo stesso la relazione fra centro e periferia”. La filosofa ha ricevuto il Premio della Fondazione Masi.

Continua >
Un Concilio mondiale delle chiese cristiane?
27.09.2016

Sep

27

Un Concilio mondiale di tutte le Chiese cristiane è auspicato dal teologo protestante Jürgen Moltmann, in un dialogo con il cardinale Walter Kasper su "Vita e Pensiero", in occasione della visita del 31 ottobre di Papa Francesco a Lund, in Svezia, per commemorare i 500 anni della Riforma di Martin Lutero (1517-2017).

Continua >
D'Ors: Le sette parole di Charles de Foucauld
22.09.2016

Sep

22

Moriva il 1° dicembre 1916 quello che può essere considerato un padre del deserto contemporaneo. Preferì gli ultimi posti ai primi, la vita nascosta a quella pubblica: nella sua immagine possono riconoscersi tutti i “falliti” della storia.

Continua >
L’America ha un nuovo volto. Anzi due
15.09.2016

Sep

15

Nella sfida tra Hillary Clinton e Donald Trump si ripercuotono divisioni antiche della superpotenza USA, che vanno al di là di quella fra conservatori e progressisti. Il ruolo di economia, Paese reale e religioni esaminato nel nuovo numero dai politologi Vittorio Emanuele Parsi, Enrico Beltramini e Massimo Faggioli.

scritto da Damiano Palano
Continua >
Il terremoto fatto sociale totale

La tragedia del terremoto costituisce una nuova prova per il Paese. L’ondata di sincera generosità, accompagnata da una serie di polemiche sulle modalità della raccolta fondi, si intreccia con il ruolo decisivo giocato dai mass media e sulla risposta efficiente data dal volontariato: temi su cui era intervenuto nel 2009 il sociologo Roberto Cartocci in un articolo su "Vita e Pensiero" subito dopo il sisma dell’Aquila.

Continua >
La guerra contro il male radicale
27.07.2016

Jul

27

L’avvicinamento degli adolescenti “radicalizzabili” fa parte della guerra virale che si diffonde nel mondo. Come possiamo reagire di fronte al male radicale? È urgente esercitare un controllo attento ai punti deboli nelle possibili prede dei folli di Dio - ci dice Julia Kristeva - che si annidano, spesso inavvertite, ai margini della società o nelle patologie latenti.

scritto da Julia Kristeva
Continua >
Dunne: Scrivere come vivere: in bilico fra diverse identità
14.07.2016

Jul

14

Ogni testo è sempre il risultato di un “processo” che si fonda sul motivo del displacement o estraniamento. Un percorso che si identifica con quell’essere alla ricerca di una nuova vita e lungo il quale lo scrittore si interroga, elabora, cancella, ridefinisce.

Continua >
Armenia, il viaggio del Papa e il genocidio
24.06.2016

Jun

24

Perché non riesce alla Turchia, dopo più di cent’anni, di fare i conti col passato attraverso un serio atto di contrizione, come la Germania dopo il 1945? Solo una questione di orgoglio nazionale, come se un passato oscuramente colpevole potesse macchiare l’onorabilità della nazione di oggi? E’ passato un secolo dalla tragedia che colpì gli armeni ma la ferita della strage sanguina come se fosse appena avvenuta. Nei giorni scorsi papa Francesco si è recato per tre giorni in quello che fu il primo Paese a dichiararsi cristiano. Un Papa che, ricordiamo, non ebbe alcun problema un anno fa, ricordando le vicende del 1915, a parlare di “genocidio”.

scritto da Roberto Righetto
Continua >

Ultimo fascicolo

Anno: 2017 - n. 3

Sommario »

Pinterest