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News

D'Ors: Le sette parole di Charles de Foucauld
22.09.2016

Sep

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Moriva il 1° dicembre 1916 quello che può essere considerato un padre del deserto contemporaneo. Preferì gli ultimi posti ai primi, la vita nascosta a quella pubblica: nella sua immagine possono riconoscersi tutti i “falliti” della storia.

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L’America ha un nuovo volto. Anzi due
15.09.2016

Sep

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Nella sfida tra Hillary Clinton e Donald Trump si ripercuotono divisioni antiche della superpotenza USA, che vanno al di là di quella fra conservatori e progressisti. Il ruolo di economia, Paese reale e religioni esaminato nel nuovo numero dai politologi Vittorio Emanuele Parsi, Enrico Beltramini e Massimo Faggioli.

scritto da Damiano Palano
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Il terremoto fatto sociale totale

La tragedia del terremoto costituisce una nuova prova per il Paese. L’ondata di sincera generosità, accompagnata da una serie di polemiche sulle modalità della raccolta fondi, si intreccia con il ruolo decisivo giocato dai mass media e sulla risposta efficiente data dal volontariato: temi su cui era intervenuto nel 2009 il sociologo Roberto Cartocci in un articolo su "Vita e Pensiero" subito dopo il sisma dell’Aquila.

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La guerra contro il male radicale
27.07.2016

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L’avvicinamento degli adolescenti “radicalizzabili” fa parte della guerra virale che si diffonde nel mondo. Come possiamo reagire di fronte al male radicale? È urgente esercitare un controllo attento ai punti deboli nelle possibili prede dei folli di Dio - ci dice Julia Kristeva - che si annidano, spesso inavvertite, ai margini della società o nelle patologie latenti.

scritto da Julia Kristeva
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Dunne: Scrivere come vivere: in bilico fra diverse identità
14.07.2016

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Ogni testo è sempre il risultato di un “processo” che si fonda sul motivo del displacement o estraniamento. Un percorso che si identifica con quell’essere alla ricerca di una nuova vita e lungo il quale lo scrittore si interroga, elabora, cancella, ridefinisce.

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Armenia, il viaggio del Papa e il genocidio
24.06.2016

Jun

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Perché non riesce alla Turchia, dopo più di cent’anni, di fare i conti col passato attraverso un serio atto di contrizione, come la Germania dopo il 1945? Solo una questione di orgoglio nazionale, come se un passato oscuramente colpevole potesse macchiare l’onorabilità della nazione di oggi? E’ passato un secolo dalla tragedia che colpì gli armeni ma la ferita della strage sanguina come se fosse appena avvenuta. Nei giorni scorsi papa Francesco si è recato per tre giorni in quello che fu il primo Paese a dichiararsi cristiano. Un Papa che, ricordiamo, non ebbe alcun problema un anno fa, ricordando le vicende del 1915, a parlare di “genocidio”.

scritto da Roberto Righetto
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Due proposte per fermare l'uso delle armi da fuoco
13.06.2016

Jun

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Di fronte all’ennesima strage di persone innocenti accaduta in Usa si riapre la discussione sulla facilità nell’accesso alle armi da fuoco e nel loro uso. Assieme alla proposta di una legislazione più restrittiva della vendita, emerge un'altra proposta: la restituzione delle armi allo Stato da parte dei cittadini.

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L’incubo della "guerra mondiale a pezzi"

Nell’agosto 2014, dinanzi ai diversi fronti di crisi che si delineavano ai confini dell’Europa, Papa Francesco iniziò a proporre una formula destinata a imprimersi nella discussione pubblica. "Siamo entrati nella terza guerra mondiale, solo che si combatte a pezzetti, a capitoli." Ed è proprio su questa lettura dei conflitti contemporanei che sul numero 2/2016 di "Vita e Pensiero" si confrontano tre osservatori della politica internazionale come Luigi Bonanate, Giuliano Ferrara e Riccardo Redaelli.

scritto da Damiano Palano
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Habermas: Heidegger nazi, Quaderni neri non novità
30.05.2016

May

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"Trovo perfettamente assurdo che i Quaderni Neri siano trattati come un elemento nuovo, e che certi colleghi tentino di sublimare dal punto di vista della storia dell’essere l’antisemitismo di Heidegger e tutto il resto del suo indicibile e sordo risentimento": così il filosofo tedesco Jürgen Habermas in un’intervista che compare sul nuovo numero di “Vita e pensiero” a proposito del suo rapporto con Heidegger e sul coinvolgimento dell’autore di "Essere e Tempo" col regime nazista.

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È possibile definire la natura umana?
24.05.2016

May

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«È possibile recuperare un concetto condiviso di “natura” antropologica che impedisca di scivolare nelle sabbie mobili del relativismo (so che è sgradito tale termine, ma lo adotto come simbolo di una molteplicità sfaldata e babelica)»? Da questa domanda partiva il saggio del cardinale Gianfranco Ravasi "Breve riflessione sulla natura uman" (VeP 1/2016), sottolineando come la “natura umana” possa essere recuperata, in un quadro personalista, a partire dalla figura cristiana del “prossimo”. Tre filosofi provano ad articolare una risposta.

scritto da Roberto Presilla
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Anno: 2017 - n. 4

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formato: Articolo | VITA E PENSIERO - 2017 - 4 | anno: 2017 | numero: 4
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Morante, Ortese, Ginzburg: ecco la triade che ha segnato la letteratura, ma anche il pensiero, per colmare il divario con l’universo maschile. Eppure l’assenza di donne nelle classifiche è ancora pesante. E un caso Ferrante non fa primavera.
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