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DANTE: IL BOOM

15.06.2019
di Giuliano Vigini

Ormai è tutto un grande fermento e adesso che si va verso il “Dantedì” - come intelligentemente proposto da Paolo Di Stefano – Dante torna prepotentemente alla ribalta. Intendiamoci:
Dante è sempre stato, in Italia e all'estero, uno dei grandi fari della nostra cultura, e ogni anno studiosi, società dantesche, università, biblioteche, editori, istituzioni pubbliche, enti e associazioni varie, siti internet, ecc. alimentano la conoscenza e la diffusione dell'opera di Dante con edizioni e studi, esposizioni, rassegne informative e critiche, trasmissioni televisive e radiofoniche, agende (come l'ormai classica “Agenda dantesca” curata da Gianni Rizzoni)...

Da un anno a questa parte, però – in vista del 700° anniversario della morte (1321), per il quale si stanno preparando importanti iniziative –, le pubblicazioni sembrano essersi moltiplicate, e anche solo a considerare le “Vite di Dante” (peraltro già numerose in commercio) o i nuovi commenti alla Divina commedia, si può dire che in Italia si registri un vero e proprio boom. Nel 2018 sono stati infatti pubblicati (o ristampati in nuove edizioni) – a quanto risulta dalla base dati dei libri in commercio – ben 106 saggi su Dante e 15 edizioni di suoi testi. Se poi si dovessero calcolare anche le opere su Dante pubblicate all'estero – escludendo quindi tutta l'area sconfinata dei contributi scientifici in rivista – si arriverebbe a una media di 1 libro al giorno.

Per valutare la portata di questa imponente produzione su Dante, si potrebbe allargare lo sguardo anche ai testi attualmente in circolazione su di lui: ben 1540 saggi e 422 edizioni. Per fortuna, ogni tanto qualcuno si incarica di fare il punto e di offrire delle linee di orientamento bibliografico oppure di predisporre agili guide che offrano una sintesi della sua vita, della sua figura e della sua opera. Altrimenti, per il pubblico interessato, ma meno esperto, sarebbe difficile districarsi in tanta mole di scritti e individuare il libro giusto per le proprie esigenze o i propri interessi.

Anche a fare il confronto con altri grandi scrittori italiani, non c'è partita, perché la differenza tra Dante e gli altri balza subito all'occhio. Prendiamo ad esempio Manzoni o Petrarca: per il primo risultano disponibili 347 saggi e 299 edizioni; per il secondo 331 saggi e 109 edizioni. A conferma che, nei confronti di Dante, c'è una vera e propria mobilitazione generale.

Certamente, la Divina commedia – per fortuna anche per la sua utilizzazione scolastica – è l'opera più pubblicata, analizzata e letta, trattandosi di un capolavoro che non si finisce mai di esplorare e scoprire. E come accade quando si studia (più si studia, più ci si accorge di quanto si è ignoranti), così ci si rende conto anche per la Divina commedia, ogni volta che la si affronta, dei tanti aspetti che non si erano colti, e che gli studiosi rivelano e aiutano ad approfondire. Fa piacere che su Dante continuino così ad accumularsi biblioteche su biblioteche, ad onore della cultura italiana, ma anche della civiltà letteraria del mondo.

Giuliano Vigini

Giuliano Vigini, saggista ed esperto di editoria, è autore di circa 300 pubblicazioni in volume, tra cui molte opere sulla Bibbia e su sant’Agostino. È membro di vari premi e comitati editoriali. Collabora con il «Corriere della Sera» e «Avvenire». Con Vita e Pensiero ha pubblicato la trilogia Il libro cristiano nella storia della cultura.

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