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QUANDO NASCE LA COMPASSIONE. La cura nella notte dei tempi

06.01.2018

di Guido Tonelli

La questione mi intriga da tempo e può essere riassunta in questa domanda: quando nasce, storicamente, la cura che gli umani dedicano agli individui più fragili?

Gli etologi ci segnalano che non siamo i soli a praticare questo tipo di atteggiamenti altruistici. Per esempio pratiche di sostegno sociale verso i membri più anziani del gruppo sono state registrate presso comunità di primati come i bonobo. Non a caso si parla di loro come ominidi nostri stretti cugini, che organizzano strutture sociali talmente articolate da praticare rituali collettivi di lutto. Tuttavia sono stato sempre prigioniero di un pregiudizio. Che cioè gli atti di cura fossero collegati in qualche modo ad una fase recente della nostra evoluzione. Ma mi sono dovuto ricredere.

La cosa è capitata durante una visita in Georgia nel Maggio del 2016. Ero stato invitato nella repubblica caucasica assieme a un gruppo di scienziati di vari paesi per tenere a battesimo l’Istituto Tecnologico della Georgia, una moderna struttura destinata ad ospitare varie attività di ricerca, compreso un piccolo acceleratore per trattamento di tumori con fasci di protoni.

Il giorno prima della cerimonia ufficiale, hanno aperto per noi il Museo Nazionale di Tbilisi, che abbiamo potuto visitare con una guida di eccezione, David Lordkipanidze, un paleoantropologo molto famoso, che è anche il direttore del museo. David, che come tutti i georgiani ha un nome impronunciabile, è un tipo aperto e simpatico, ci accoglie con un largo sorriso e si prodiga in spiegazioni dettagliate sugli oggetti meravigliosi contenuti nelle vetrine del Museo.

Ma tutti in realtà non vediamo l’ora di vedere il vero tesoro, molto più prezioso delle grandi quantità d’oro che brillano nella sala dei gioielli. Sono i resti fossilizzati che David ha scoperto nei suoi scavi a Dmanisi, un piccola località 93km a sud-ovest della capitale.

Qui scavando sotto le rovine di un castello medioevale sono stati riportati alla luce un’enorme quantità di fossili, ossa di elefanti, gazzelle e rinoceronti del Pleistocene, un periodo compreso fra 1,5 e 2 milioni di anni fa. Poi sono stati disseppelliti utensili in pietra molto primitivi, migliaia di pietre scheggiate, e cinque crani, pressoché completi, di Homo Erectus, risalenti a 1.8 milioni di anni fa. Sono i primi abitanti dell’Europa, gli ominidi più antichi che si sono avventurati fuori dall’Africa, gli antenati di innumerevoli generazioni di esploratori.

Il momento clou della visita viene quando andiamo nello studio del direttore, dove sono conservati i reperti originali, perché avremo il privilegio di vederli molto da vicino.

Quando, dopo aver indossati guanti adatti, tocco il piccolo cranio che David ha appena estratto da una scatola speciale, l’emozione è fortissima. Tengo fra le mani un fossile di importanza straordinaria, ma la cosa più incredibile è che le mandibole sono lisce, non ha neanche un dente. David mi spiega che quando l’ha visto per la prima volta non ha potuto trattenere le lacrime.

L’individuo, rispetto alla vita media dell’epoca era molto vecchio, si stima avesse superato i quarant’anni, e aveva perso tutti i denti; la cosa più sorprendente era che fosse sopravvissuto così a lungo, perché nella mandibola non c’era segno delle cavità occupate dai denti: dovevano essere passati alcuni anni prima che l’osso riuscisse a riempirle.

Tenevo fra le mani la prima testimonianza di una comunità che, per anni aveva masticato cibo per far sopravvivere un suo membro più debole; avevo di fronte a me la prova che la compassione, la spinta a farsi carico dei più fragili fra gli esseri umani, affonda le sue radici nella notte dei tempi.

Guido Tonelli

Guido Emilio Tonelli (1950) è professore di Fisica Generale all’Università di Pisa, Membro e portavoce dell’esperimento CMS, per cui ha annunciato la scoperta del bosone di Higgs. Ha pubblicato tra l’altro: "La nascita imperfetta delle cose" (2016); "Cercare mondi" (2017); "La nuova fisica delle particelle e i segreti dell’universo" (2017).

Guarda tutti gli articoli scritti da Guido Tonelli
 

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