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Ornaghi: Un cantiere di riflessione per costruire il futuro

16.01.2015
Un cantiere di riflessione per costruire il futuro
Un cantiere di riflessione per costruire il futuro
autori: Lorenzo Ornaghi
formato: Articolo
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Che la nostra epoca abbia bisogno di Dio, lo avvertiamo ogni giorno, osservando chi ci sta attorno, considerando non superficialmente cose o eventi da cui sono toccate e scandite la nostra esistenza personale e quella collettiva. Lo registriamo, anche, ogni volta che è necessario inoltrarci in noi stessi e ritrovare il senso dei rapporti con gli altri, senza piegarci subito e per pigro conformismo alle tante scissioni, polarizzazioni, frantumazioni, da cui è contrassegnato il presente. E, senza eccessiva fatica, vediamo affiorare un tale bisogno dall’insieme di quei cambiamenti grandi o meno grandi, che tanto più sembrano oggi accrescere le inquietudini e la condizione di spaesamento di individui, gruppi sociali, classi dirigenti e ceti politici, quanto più resistiamo a riconoscervi non già o non solo la chiusura di una lunga stagione storica, bensì e soprattutto l’inizio e lo svolgimento di processi differenti dal passato, l’avvio di una nuova fase delle vicende umane. Chiara o confusamente espressa, continua o intermittente, formulata con pudore e mille esitazioni o invece aggirata e rimossa maldestramente e talvolta violentemente, la domanda di conoscere quanto Dio è dentro e vicino alla nostra esistenza di ogni giorno, così com’è dentro e vicino alle trasformazioni del mondo in cui viviamo, con modi molteplici e non di rado inediti ribadisce – Julien Ries ce lo ha insegnato mettendo a disposizione una messe sterminata di prove – che il “sacro” è, e continua a essere, una presenza naturale.

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