Ma esiste ancora un pensiero cattolico?

Ma esiste ancora un pensiero cattolico?

17.11.2021

Dopo la stagione subito prima e dopo il Concilio, con figure come von Balthasar e Rahner, Guardini e Del Noce, Maritain e de Lubac, oggi c’è una stagnazione, soprattutto in Italia. Le inutili diatribe sulle presunte contrapposizioni fra Ratzinger e Bergoglio.

Di Massimo Borghesi

Esiste ancora un pensiero cattolico? Al quesito, tradizionalisti e conservatori risponderanno di sì e indicheranno facoltà e seminari dove si studia ancora san Tommaso e la Neoscolastica del Novecento. Un pensiero rigorosamente separato, privo di canali con il mondo moderno e con quello contemporaneo. Ricco di intuizioni e di concetti che risultano però sequestrati da un’élite che ha perso, da tempo, l’appuntamento con la storia. In realtà pensatori cattolici di rilievo ce ne sono, pienamente calati dentro il tempo e le sue domande. In Francia Jean-Luc Marion, Emmanuel Gabellieri, Fabrice Hadjadj, Rémi Brague, Pierre Manent, Jean-Robert Armogathe, Jean-Louis Chrétien tengono alta la bandiera. Nel mondo anglosassone Alasdair MacIntyre e Charles Taylor rappresentano i punti alti di una tradizione continentale, europea-americana, che non si è ancora spenta nonostante il dilagare dell’orientamento analitico. E in Italia? È la domanda che si pone Roberto Righetto alla voce “Filosofia” del suo bel volume Parole oltre. I libri che i cattolici devono leggere (Edizioni dell’asino, 2020). Qui «negli ultimi decenni si è verificata l’uscita da un complesso di inferiorità che per tanti anni ha colpito i cattolici italiani, per cui accadeva che difficilmente un autore cristiano (scrittore o filosofo o teologo) avesse diritto di partecipare al dibattito culturale (il che avveniva in primo luogo a causa dell’arroganza della cultura laicista, ma anche per una certa incapacità di gran parte del mondo cattolico di essere consapevoli della forza e dell’originalità della propria cultura), ma oggi è innegabile una certa afasia, una stagnazione della cultura cattolica». Come esempio di questa afasia valgono le scarse reazioni, da parte degli intellettuali cattolici, alle reiterate critiche a cui papa Francesco è stato sottoposto in questi anni. Un silenzio sonoro che contrasta con la propaganda martellante degli avversari di Bergoglio. Il problema riguarda comunque il cattolicesimo in generale il quale, dopo la vivace stagione che ha preceduto e seguito il Concilio Vaticano II, si è culturalmente assopito. I grandi maestri, teologi e filosofi, da Henri de Lubac ad Hans Urs von Balthasar, da Romano Guardini a Karl Rahner, da Jacques Maritain ad Augusto Del Noce, hanno aperto strade che si sono progressivamente esaurite. È venuta a mancare una ripresa, una intelligente attualizzazione delle loro posizioni. L’era della globalizzazione, che si impone dopo la caduta del comunismo, vede i cattolici passare dallo “spirito dell’utopia”, dominato dal marxismo, all’accettazione, anch’essa acritica, dello spirito del capitalismo. Dal punto di vista intellettuale il cattolicesimo, dagli anni Novanta sino alla prima decade del 2000, è stato suggestionato dalla corrente teocon statunitense, la quale con Michael Novak, Richard Neuhaus, George Weigel ha dato luogo al cattocapitalismo, una nuova figura dell’americanismo cattolico. Si tratta di una teologia politica liberalconservatrice della quale ho scritto nel mio volume Francesco. La Chiesa tra ideologia teocon e «ospedale da campo» (Jaca Book, 2021), che prende il posto di quella cattocomunista dominante negli anni Settanta. Ambedue sono contrassegnate da un dualismo tra naturale e soprannaturale il cui risultato, nella pratica, è l’investitura assolutizzante del piano della natura. La conseguenza è la secolarizzazione della fede e dell’impegno cristiano. 

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Massimo Borghesi

Massimo Borghesi è ordinario di Filosofia morale all’Università di Perugia. È membro del consiglio scientifico e del comitato editoriale di editrici e riviste. Tra le sue pubblicazioni: "Critica della teologia politica" (2013); "Jorge Mario Bergoglio. Una biografia intellettuale" (2017).

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Ma esiste ancora un pensiero cattolico?
autore: Massimo Borghesi
formato: Articolo
Dopo la stagione subito prima e dopo il Concilio, con figure come von Balthasar e Rahner, Guardini e Del Noce, Maritain e de Lubac, oggi c’è una stagnazione, soprattutto in Italia. Le inutili diatribe sulle presunte contrapposizioni fra Ratzinger e Bergoglio.
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