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Morin: L’età planetaria e la crisi dell’intelligenza

09.05.2014
Se oggi in Europa viviamo una sorta di “grado zero” della teoria politica, dipende forse dal fatto che ci troviamo all’interno di un sistema di pensiero dove si continuano a vedere le cose separate, a compartimenti. O ridotte solo all’economia.

La domanda "Come trasmettere la complessità?" comporta una questione preliminare: come conoscere, o riconoscere, la complessità? Vorrei insistere, per cominciare, sul fatto che le conoscenze che ci sono dispensate dall’informazione o dai media, così come le conoscenze dispensate dall’insegnamento, non ci preparano a riconoscere
la complessità.
Prendo il termine “complessità” anzitutto in un senso primario, derivato dal termine latino complexus, che indica ciò che è tessuto insieme. Gli eventi non sono mai isolati; sono in un contesto, il quale a sua volta sta in un sovracontesto. C’è sempre un tessuto comune. Pascal, nel XVII secolo, aveva una visione estremamente perspicace quando diceva che "tutte le cose essendo causate e causanti, aiutate e aiutanti, mediate e immediate, e tutte dialogando tra loro attraverso un legame naturale e impercettibile che lega le più distanti e le più diverse, ritengo impossibile conoscere le parti senza conoscere il tutto, non più di quanto lo sia conoscere il tutto senza conoscere le parti". Ecco quale sfida gigantesca ci attende.

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L’età planetaria e la crisi dell’intelligenza digital
formato: Articolo | VITA E PENSIERO - 2014 - 2
Anno: 2014
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