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Il terremoto fatto sociale totale

Quando la terra trema. Le risposte della società
Quando la terra trema. Le risposte della società
autori: Roberto Cartocci
formato: Articolo
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La tragedia del terremoto costituisce una nuova prova per il Paese. L’ondata di sincera generosità, accompagnata da una serie di polemiche sulle modalità della raccolta fondi, si intreccia con il ruolo decisivo giocato dai mass media e sulla risposta efficiente data dal volontariato: temi su cui era intervenuto nel 2009 il sociologo Roberto Cartocci in un articolo su "Vita e Pensiero" subito dopo il sisma dell’Aquila. Annotava lo studioso come il sisma avesse “messo in moto una pluralità di processi – sociali, politici, economici, demografici e così via – che si dispiegheranno per anni, con riflessi che travalicano i confini del ‘cratere’ che ha pagato la dura contabilità delle perdite umane e dei danni materiali”.

Il terremoto è per Cartocci “un fatto sociale totale”, vale a dire un evento che va letto sotto molteplici angolazioni. La nozione richiamata fu messa a punto da Marcel Mauss, il famoso teorico della società del dono, nella sua analisi dello scambio di doni e dell’architettura sociale che ne costituisce il presupposto. In questo caso, per il sociologo “si tratta di sciogliere un nodo non facile: ruolo e peso di un’istituzione sociale complessa come il dono all’interno di un evento complesso come il terremoto”. Così, la grande ondata di generosità che è seguita al sisma non può essere separata dal ruolo massiccio che hanno avuto i media nel documentare la tragedia: “posto che ogni euro inviato con il telefonino è un sincero atto di partecipazione al dramma delle vittime, l’osservatore non può tuttavia non rilevare che l’ondata di commozione evocata dalle immagini del dopo terremoto e appunto un moto emozionale, per sua natura di breve durata”.

Ma come fatto sociale totale, come sfida dalle molte facce, il terremoto ha portato alla luce un secondo aspetto, “assai meno labile e volatile, della generosità degli italiani: il terzo settore, soprattutto nelle sue espressioni del volontariato organizzato”, dimostrando come l’Italia, “con la sua forte esposizione al rischio sismico e idro-geologico, abbia assoluta necessità di una capillare diffusione di associazioni volontarie in grado di fronteggiare queste minacce incombenti, fuori da ogni residuo di fatalismo atavico”.

Conclude l’articolo di Cartocci: “Solo con questa solida e matura realtà della struttura di protezione civile, con questo assetto istituzionale che lega la rete dell’oblazione libera all’architettura dello Stato, anche l’euro inviato col telefonino avrà più probabilità di essere speso presto e bene”.
 

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