Munoz Molina: Oralità e scrittura: la cultura è racconto

Munoz Molina: Oralità e scrittura: la cultura è racconto

11.03.2015
Oralità e scrittura: la cultura è racconto
Oralità e scrittura: la cultura è racconto
autori: Antonio Munoz Molina
formato: Articolo
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Sono venuto per la prima volta in Italia quando ero ancora uno studente di storia dell’arte. Ero al penultimo anno e avevo seguito un corso molto interessante sul Quattrocento. Era il 1978. Arrivai in Italia insieme a un amico, e attraversammo la penisola in autostop. È stato un viaggio indimenticabile perché, in qualunque posto andassimo, ero in grado di riconoscere i monumenti, gli affreschi, i palazzi. Del resto, la storia ha sempre rivestito per me un ruolo di fondamentale importanza e le mie stesse letture hanno avuto più a che fare con la storia che con la finzione letteraria. Anche se, in realtà, penso che storia e letteratura non siano molto diverse fra loro, dato che entrambe mi consentono di trasmettere l’entusiasmo per tutto ciò che ho la possibilità di scoprire: un autore nuovo, un libro di storia, un manuale scientifico. Da allora, il mio desiderio di conoscenza non si è più placato. Questo stesso desiderio lo metto in relazione con una mia precisa idea di educazione e cultura, perché sono convinto che il progetto illuminista di creare cittadini autonomi e solidali mediante l’educazione sia molto importante. Quando ero bambino si pensava che ogni individuo potesse acquisire nel tempo un certo bagaglio culturale.

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