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Chiara Giaccardi: Il valore della famiglia come riserva di libertà

Il valore della famiglia come riserva di libertà
Il valore della famiglia come riserva di libertà
autori: Chiara Giaccardi
formato: Articolo
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Anche in occasione del Sinodo, la famiglia oggi è un tema caldissimo, per i credenti e per i non credenti. Se l’attenzione è importante, e l’interesse un segno positivo, il rischio della strumentalizzazione della famiglia come pretesto per scontri ideologici, che hanno in realtà altre poste in gioco, è tuttavia alto. In particolare, credo sia necessario guardarsi da due tentazioni, una esterna e una interna. Quella esterna è molto riconoscibile, sotto gli occhi di tutti. Lo diceva già Romano Guardini nell’Etica, ed eravamo negli anni Cinquanta: «Secondo le più diverse prospettive, v’è oggi una tendenza a mettere in discussione la famiglia, anzi a dissolverla».
La famiglia è quindi sotto attacco, ma non da oggi. Un attacco senza esclusione di colpi, senza senso del limite.
Perché tanto accanimento?
Perché la famiglia è un luogo di resistenza dell’umano alle diverse forme di colonizzazione, al mito dell’efficienza (la famiglia è il luogo dove non funziona niente), alla logica del contratto (e dei legami non scelti e irrevocabili): è una riserva di libertà («essa costituisce l’ostacolo naturale più forte contro l’assorbimento dell’individuo» scrive ancora Guardini).
Viviamo nella “cultura del provvisorio”, come scrive papa Francesco, che è una cultura della non responsabilità. Un messaggio che ci spegne e che restringe gli orizzonti, soprattutto dei giovani. A loro il Papa si è rivolto con particolare intensità: cari giovani, «nella cultura del provvisorio, del relativo, molti predicano che l’importante è “godere” il momento, che non vale la pena di impegnarsi per tutta la vita, di fare scelte definitive, “per sempre”, perché non si sa cosa riserva il domani. Io, invece, vi chiedo di essere rivoluzionari, vi chiedo di andare controcorrente; sì, in questo vi chiedo di ribellarvi a questa cultura del provvisorio, che, in fondo, crede che voi non siate in grado di assumervi responsabilità, crede che voi non siate capaci di amare veramente. Io ho fiducia in voi giovani e prego per voi. Abbiate il coraggio di andare controcorrente. E abbiate il coraggio anche di essere felici» (Incontro con i volontari alla Gmg di Rio, 28 luglio 2013, ora nel messaggio per la prossima Gmg di Cracovia).

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