Varden: Le ferite della Chiesa e le vie di guarigione

Varden: Le ferite della Chiesa e le vie di guarigione

Un aspetto della Messa che mi colpisce sempre di più con il passare degli anni è l’accento posto, nelle preghiere finali che precedono la Santa Comunione, sulla guarigione. All’elevazione il sacerdote sorregge il Corpo di Cristo, invitando l’assemblea a riconoscere in esso l’Agnello di Dio «che toglie i peccati del mondo». L’assemblea risponde: «Signore, non sono degno di partecipare alla Tua mensa, ma di’ soltanto una parola e io sarò salvato». Questa acclamazione rende esplicito un sentimento che il sacerdote ha appena espresso sottovoce in due preghiere assegnate a lui solo. Sembra che i celebranti non sempre diano loro l’attenzione che meritano. Nella prima preghiera, il sacerdote chiede per sé misericordia e protezione: «Liberami per questo tuo santissimo Corpo e Sangue, da tutti i miei peccati e da ogni male; mantienimi sempre fedele ai tuoi comandamenti e non lasciarmi mai separare da te». È la preghiera di Adamo redento, deciso a non ritirarsi mai più tra i cespugli. È una preghiera che dice: «Guariscimi, Dio, dal fascino delle tenebre!». La seconda preghiera chiede di non essere “condannati” dal Santo Sacrificio – condannati, cioè, dal fatto che la nostra vita non corrisponde a ciò che il sacramento significa. Queste preghiere del Messale riflettono un’intuizione-chiave della Chiesa primitiva. Una delle prime definizioni extrabibliche che abbiamo della cena del Signore è un riferimento nella Lettera agli Efesini in Ignazio di Antiochia. Ignazio chiama l’Eucaristia φάρμακον ἀθανασίας, “la medicina dell’immortalità”. La morte è il male per il quale l’Eucaristia è principalmente un rimedio. E la morte, si sa, è «il salario del peccato» (Rm 6,23). Commetteremmo un errore se cercassimo in qualche modo di separare l’Eucaristia dall’effettivo svolgimento della nostra redenzione. La guarigione che fornisce non è dell’ordine di asciugamani caldi, oli essenziali e infusi al miele. 

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Le ferite della Chiesa e le vie di guarigione
autore: Erik Varden
formato: Articolo
Lo scandalo degli abusi fa sì che essere cattolico oggi sia come vivere all’interno di una ferita enorme, un’eredità di criminalità e di peccato. Se l’opera di riparazione è iniziata, la Chiesa deve saper condividere il dolore e ritrovare la sua anima.
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