CONTRO IL PATETICO. UN GRIDO DI DOLORE VERSO IL LETTORE DI SPIRITO

CONTRO IL PATETICO. UN GRIDO DI DOLORE VERSO IL LETTORE DI SPIRITO

16.05.2020
di Roberto Cicala

«Si prepara una nuova forma di sensibilità alla miseria; sta per nascere un'esperienza del patetico» è una frase provocatoria di Michel Foucault tornata in mente in questi giorni di giuste lamentazioni sulla crisi dell’industria culturale al tempo del Coronavirus. Chi vive la crisi dell’editoria sulla propria pelle, nel senso che tra le sue mani si sbriciolano in poche settimane risorse personali raccolte a fatica in molti anni, comprende meglio di altri che tutto serve a superare la crisi ma non quel «patetico» di cui parla il filosofo di Poitiers e che si avverte molto, troppo, in giro, tra tv e social. Lo credo proprio per l’editoria, quel settore che in rari casi raggiunge soddisfacenti economie di scala tipiche dell’industria di cui fa parte ma neppure non può vivere soltanto di quell’artigianato intellettuale che ne è la base. Così, di fronte al grido di dolore dell’Aie (marchi sul baratro del fallimento, bruciati 20mila titoli, 40milioni di copie e 2500 titoli da tradurre) è giusto non piangersi addosso, non pensare di trovare soluzioni dietro l’uscio delle librerie che riaprono ma a fatica e vuote: conviene navigare a vista e chiedersi con Isaia «Sentinella, quanto resta della notte?»

Che fare? Qualcosa di ideale, qualcosa di progettuale e qualcosa di pratico.
Sul piano teorico sta l’auspicio di sostenere le case editrici sostenendo innanzi tutto i lettori, opportunamente al centro dell’ancora fresco centenario di Vita e Pensiero, cioè facendoli crescere, coltivandoli come gli orti casalinghi scoperti da molti italiani in queste settimane; usare resilienza per sventare il rischio della vocazione cattolica al ghetto, anche in libreria.

Serve però un progetto (è una necessità) perché altrimenti la frammentazione di centinaia di editori e librerie ogni anno con migliaia di novità d’ispirazione religiosa diventa un macigno schiacciante. Volontari della lettura in parrocchia? Banchetti come ai vecchi tempi? Ma dovrebbero essere le diocesi a dare una linea e, prima di tutto, a crederci. E perché non immaginare di riprendere il Progetto culturale della Chiesa italiana puntando sulla lettura? Un’idea praticabile potrebbe essere il “kit del lettore di spirito”, con un libro scelto tra le novità dell’anno e donato la domenica, con locandine, segnalibri, incontri non calati dall’alto. Aveva ragione Virginia Woolf: «talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine».

Ci dev’essere anche un livello pratico, certo: è la vita di tutti questi giorni tra riunioni in videoconferenza e libri sempre più smaterializzati, come le professionalità che ci stanno dietro. Non è soltanto un discorso da addetti ai lavori: ripensiamo la filiera (chiediamo tariffe speciali per la spedizione di pacchi tracciati da parte di editori e librai, sollecitiamo acquisti pubblici effettivi per le biblioteche scolastiche, allarghiamo la detraibilità fiscale che c’è per la palestra del fisico ma non del tutto per quella della mente e dello spirito, cioè il libro). Nel loro piccolo, poi, gli editori possono selezionare il più possibile le uscite ripartendo dai titoli del catalogo, come la giustamente tanto citata Peste di Camus che ci offre indicazioni per il “dopo” (dopo libri invenduti, librerie vuote, social indifferenti a una certa Parola): «bisogna restare, accettare lo scandalo, cominciare a camminare nelle tenebre e tentare di fare il bene».

Roberto Cicala

Roberto Cicala (1963) insegna editoria libraria e multimediale in Università Cattolica a Milano, è presidente del Centro Novarese di Studi Letterari, direttore editoriale di Interlinea e scrive di libri e letteratura su riviste e quotidiani tra cui “La Repubblica” e “Avvenire”. Gli interessi principali di studio riguardano la poesia (in particolare su Clemente Rebora, con pubblicazione di inediti), l’editoria (con l’attività del Laboratorio di editoria dell’Università Cattolica e la cura di volumi di studio sulle carte d’archivio di case editrici, in particolare Mondadori ed Einaudi), la bibliografia (curando ricerche bibliografiche e mostre in varie sedi italiane). Attenzione dedica anche alla geografia letteraria, sulle orme degli studi di Carlo Dionisotti. Tra bibliografia ed editoria ha svolto ricerche dedicate a figure di autori contemporanei come Mario Soldati, Gianni Rodari e Sebastiano Vassalli. Ha curato diverse antologie. In ambito editoriale ha collaborato come autore al Grande Dizionario Gabrielli della Lingua Italiana di Mondadori e a progetti dell’Istituto Geografico De Agostini, frequentando il piccolo editore di poesia Vanni Scheiwiller. La collana più originale tra quelle che dirige è "Nativitas", unica nel suo genere in Europa, che ha ottenuto il premio Venezia-San Vidal per la migliore nel 1999. Per l’attività di editore ha ottenuto il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio nel 2006. Nell’ambito dell’editoria multimediale ha curato nel 1998 progetto e avviamento del primo portale di letteratura italiana www.Letteratura.it e una delle prime trasposizioni interattive della Divina Commedia per La Scuola.

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