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LA VOCE DELLE LIBRERIE

21.03.2020
Nel dibattito sulle librerie, dopo il primo intervento di Paola Di Giampaolo che faceva il punto sul momento delle librerie, sospese tra la minaccia del digitale e il Covid-19, ospitiamo due nuovi contributi. Essere un libraio indipendente nel Duemilaventi di Ilaria Crotti (libreria falsoDemetrio, Genova) e La crisi delle librerie di Barbara Sardella (librerie Ubik). Due riflessioni assai interessanti sull'importanza del rapporto con il territorio per la diffusione della lettura.

Essere un libraio indipendente nel duemilaventi
di Ilaria Crotti
(libraia, falsoDemetrio - Genova)
Nel settore del commercio librario, il nuovo decennio si apre con l'annuncio della chiusura di numerose librerie in diverse parti d'Italia. Qui a Genova, per ora, si resiste, si avanza e nuovi spazi aprono: alcuni indipendenti si ingegnano e con sistemi virtuosi provano ad organizzarsi per diversificare il lavoro e le entrate. In ogni caso, l'effetto di queste notizie potrebbe avere impatto negativo sui pensieri, sulle idee e sui propositi per il futuro; eppure bisogna restare saldi al timone affinché non venga intaccato il coraggio, il limpido approccio all'esistenza, il corso di uno stile di vita ben determinato in coloro che resistono e danno spazio alla parola scritta, alla sua diffusione. In questa direzione, fortunatamente, a partire dal 5 febbraio il ddl sul sostegno e la promozione della lettura è diventato legge, e ci viene in aiuto. Ma andiamo con ordine.

Se si analizza dall'interno, la concatenazione degli impegni che scandiscono le giornate di chi vende libri è seria, articolata e laboriosa. Quando si gestisce una libreria indipendente innanzitutto si studia, sempre, e si ascolta, molto. Lo studio serve a mantenere viva la passione, l'impegno e la costanza, inoltre predispone alla conoscenza di autori, correnti e stili differenti, necessari per accrescere quel panorama di competenze che è l'elemento chiave da giocare con il cliente durante lo scambio di suggestioni e desideri; il lettore, alla ricerca di consigli, si confronta con il libraio affidandogli degli elementi personali che ne rivelano le aspettative: egli confida – a volte tra le righe – che cosa cerca da un testo e come preferirebbe muoversi all'interno delle storie che si appresta a leggere: la capacità del libraio è quella di cogliere il senso del dialogo, attingere al suo archivio mentale e scovare quel particolare autore o quel preciso romanzo che sarà capace di generare il volo cui si aspira. E questo è solo il principio.

Gli impegni del libraio non si limitano alle questioni che si riflettono nel tempo dedicato alla lettura-studio delle opere o durante la loro promozione. In una libreria indipendente è altrettanto decisivo mettere a disposizione lo spazio per dare voce agli autori, organizzando presentazioni e incontri che mettano a fuoco il panorama contemporaneo.

Negli ultimi anni, a nutrire la curiosità del pubblico si affacciano sempre di più le figure professionali del mondo dell'editoria – ufficio stampa, editor, traduttori, editori, commerciali –, professionisti che tendono a restare invisibili ma che rappresentano un passaggio determinante all'interno della catena di montaggio editoriale; grazie ai loro aneddoti anche per gli spettatori si accendono nuove luci e si aprono scorci intorno alla produzione della filiera editoriale. Filiera che per il libraio rappresenta un sistema di intrecci in cui dovrà destreggiarsi, muovendosi verso quegli editori che offrono un catalogo acuto, coerente e di qualità, in modo da conservare una proposta a scaffale concepita con attenzione e sfumature.

Non è da sottovalutare inoltre la parte del lavoro che compete la creazione-promozione degli eventi, la rendicontazione del venduto, l'inventario aggiornato dei titoli a scaffale, la fatturazione e una chiara lettura dei conti, lo scambio di vedute con chiunque entri nel negozio e abbia voglia di chiacchierare. Per chi sente la necessità di interpretare in modo puntuale la realtà circostante attraverso il rapporto con la parola – scritta e parlata – il libro rappresenta una conditio sine qua non, uno dei punti più nobili dell'espressione individuale e sociale dell'uomo. E nel caso del libraio la sfida funambolica risiede nel gestire il commercio e il denaro, ovvero la realtà pragmatica della vendita, senza intaccare l'incanto della visione, l'onestà del gesto.

A questo punto entra in gioco l'identità: una libreria indipendente si caratterizza soprattutto per via della proposta letteraria con cui si esprime; la personalità non si sceglie, si compie, senza premeditazione, magari per attitudine e carattere, ma segue la sua intuizione spontaneamente.

La nuova legge sulla lettura potrebbe aiutare proprio coloro che non seguono i capricci del mercato e provano ad offrirne un'alternativa, e che sono privati però della chance di combattere ad armi pari. Infatti, l'impossibilità di praticare sconti importanti produce una difficoltà evidente nella relazione con il pubblico per quanto concerne la vendita dei volumi; eppure, è evidente che nemmeno l'editore più solido può permettersi di rinunciare al rapporto con le librerie e destinare la promozione al solo web – le condizioni commerciali svantaggiose attuate dai gestori online porterebbero la casa editrice stessa a fallire, nel medio lungo periodo. Il rapporto editore-libraio non è obsoleto, direi piuttosto che è imprescindibile.

L'esperienza francese dimostra che l'applicazione di una soglia sconti al 5%, unita ad un prezzo ragionevole dei volumi in uscita, non ha causato la diminuzione dei lettori e nemmeno ha decretato il fallimento dell'editoria. Non è dunque accettabile che in Italia le novità siano presentate con un valore di copertina che sfiora i 25€ per essere poi lanciate sul mercato con il 25% di ribasso: in questo modo solo le grandi catene e i siti internet riescono a (ri)proporre il libro a 20€ – importo evidentemente più consono – mentre gli indipendenti sono costretti a ridurre le vendite perché non possono permettersi un simile rilancio, dal momento che loro stessi li acquistano al 30% (e cosa ne pensano gli autori del libro stesso, poi? Quando dopo pochi mesi lo sconto verrà espunto e la loro opera sarà penalizzata dal sovrapprezzo?): non avrebbe senso abbandonare la politica degli sconti per presentare i libri fin da subito ad un costo ragionevole, lasciando decidere al lettore dove acquistarlo di volta in volta?


La crisi delle librerie
di Barbara Sardella
(Responsabile Eventi Librerie Ubik)

L’emergenza Covid-19 ha creato anche nel mondo editoriale un blocco totale: librerie ferme, arresto di tutte le novità in uscita, crollo delle vendite e difficoltà di sopravvivere per tante piccole librerie. Tutto ciò non può che produrre conseguenze nefaste sulla lettura e su un mercato già in crisi da tempo. È di pochi giorni fa la notizia dell’annullamento del Salone del Libro di Torino, l’evento annuale più importante del settore che muove migliaia di persone e di euro in pochi giorni e che accende una luce su un settore da anni in affaticamento.

La decisione del Governo di chiudere le librerie è stata criticata da molti autori, editori e naturalmente librai che in questo momento di emergenza si stavano attrezzando per operare in piena sicurezza, ma tutto ciò non è stato possibile e i librai si sono visti costretti a interrompere qualsiasi attività, lasciando campo libero ai concorrenti dell’online. Le nostre librerie sono particolarmente attive con eventi e presentazioni su tutto il territorio italiano, questo oltre a creare una proposta culturale capillare e insostituibile, è anche fonte di introiti importanti che si affiancano a quelli delle vendite quotidiane. Nel mese di marzo abbiamo cancellato centinaia di incontri, presentazioni, tour di autori, laboratori e corsi, una perdita che sarà difficilmente recuperabile.

Nel frattempo, molti librai, seppur scoraggiati dalla situazione, non si sono dati per vinti e hanno messo in atto una serie di attività, principalmente sui social, per tenere unite le comunità di lettori che, soprattutto nei piccoli centri, sono molto attive e coese. Letture a domicilio, consigli di lettura, presentazioni in streaming, romanzi a puntate, ogni attività ha senso per cercare di attenersi all’hashtag #iorestoacasa e tenere alta l’attenzione sul settore. Questo conferma ancora una volta che le librerie non sono semplici negozi adibiti alla vendita di merce, ma si rivelano dei presidi culturali, dei luoghi (fisici e non) di cui abbiamo bisogno, dove le persone possono incontrarsi, creare un dibattito e condividere esperienze. La professione del libraio è da questo punto di vista in continua evoluzione, oggi più che mai deve saper cogliere le nuove opportunità del digitale e creare contenuti per promuovere il libro in modo tradizionale e moderno. Per questo ubik fornisce a tutte le librerie affiliate una formazione sul campo e una piattaforma digitale avanzata con un sito aziendale al quale si affiancano i siti delle librerie, gestiti in autonomia dai librai, fino ad una vera e propria App, IO Lettore, che dà vita ad una comunità di lettori che possano condividere la passione per la lettura, inserire recensioni, prenotare libri e seguire gli eventi sul territorio.

In questi giorni non ci siamo fermati: sulle pagine social Ubik Librerie si stanno susseguendo video con i consigli di lettura di molti autori o semplicemente dei messaggi di solidarietà e di esortazione a resistere, seguitissimi dai lettori sono anche i quiz letterari e molto apprezzate le citazioni letterarie. Ogni libraio tiene viva la sua pagina con letture, segnalazioni, consigli esortando i lettori ad aspettare la riapertura della libreria di fiducia per acquistare i libri, a non cedere all’acquisto online.

Dobbiamo essere fiduciosi nel futuro, ci auguriamo che presto l’emergenza possa rientrare, che le attività possano riaprire e che le persone siano mosse da nuovi entusiasmi, curiosità, voglia di incontrarsi di nuovo. Noi saremo pronti, come sempre, ad accoglierli nelle librerie e nelle piazze per i Festival tematici ed estivi che organizziamo in tutta Italia.

 

 

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