Perché la pedagogia va "de-scientificata" - Wolfgang Brezinka - Vita e Pensiero - Articolo Rivista Vita e Pensiero

Perché la pedagogia va "de-scientificata"

digital Perché la pedagogia va
Articolo
rivista VITA E PENSIERO
fascicolo VITA E PENSIERO - 2014 - 4
titolo Perché la pedagogia va "de-scientificata"
Autore
Editore Vita e Pensiero
formato Articolo | Pdf
online da 09-2014
issn 0042-725X (stampa) | 2785-1125 (digitale)
€ 4,00

Ebook in formato Pdf leggibile su questi device:

Da alcuni decenni il maestro nell’arte di educare, forgiato dall’esperienza pratica, è stato rimpiazzato dal ricercatore scientifico: dominano professori estranei o sfuggiti al mondo della scuola. L’oggetto della disciplina pare troppo ampio e poco definito.

“Pedagogia” sta per teoria dell’educazione. Come materia di insegnamento e di studio si è affermata soltanto a partire dall’Illuminismo nella seconda metà del XVIII secolo. Si trattava però non di una scienza, ma di una disciplina artistica: era definita teoria dell’arte di educare (Kunstlehre). Essa aveva un fi ne pratico: quello di avviare alla disciplina o preparare teoricamente insegnanti, sacerdoti e genitori al corretto agire educativo. Il suo contenuto era totalmente orientato alla prassi educativa; doveva essere utile ai pedagoghi e contribuire alla loro capacità educativa. Pedagoghi (Pädagogen) era il nome che si utilizzava per indicare gli educatori. I teorici dell’educazione e i docenti di pedagogia venivano chiamati pedagogisti (Pädagogiker). Il loro compito era riflettere, insegnare e scrivere sull’educazione – oggi diremmo: la ricerca pedagogica. Queste due professioni (quella dei pratici dell’educazione e quella dei teorici dell’educazione) erano però strettamente interconnesse.


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