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Luigi Caissotti Di Chiusano

Luigi Caissotti Di Chiusano
autore
Vita e Pensiero
Luigi Caissotti di Chiusano (Torino 1868-Cuneo 1963), di nobile famiglia piemontese, ebbe una educazione ispirata a tradizionali principi cattolici e seguì gli studi presso il collegio militare di Milano, dal quale uscì sottotenente di cavalleria. Nel 1896 a Padova, in occasione del II Congresso dell'Unione cattolica per gli studi sociali incontrò Giuseppe Toniolo, che sarebbe diventato il suo principale ispiratore e confidente, e Romolo Murri. Verso la fine del 1896 i cattolici democratici torinesi diedero vita al settimanale La democrazia cristiana che, per le sue tesi sociali assai avanzate, suscitò la reazione degli ambienti conservatori. In questo fermento di idee il Caissotti si rivelò uno dei protagonisti della prima democrazia cristiana. I suoi scritti furono dedicati ai problemi della rappresentanza politica sulla traccia delle proposte corporative del La Tour du Pin e del Toniolo e ai problemi amministrativi e politici della sua città. Di grande rilievo fu pure l'attività del C. in favore della organizzazione degli agricoltori. Un suo scritto sull'argomento, apparso nell'aprile del 1897 sulla Rivista internazionale di scienze sociali del Toniolo, propugnava la riorganizzazione delle strutture economiche e sociali dell'agricoltura nell'ambito del rinnovamento corporativo del paese. Lo stesso anno fu costituita la Federazione cattolica agricola torinese con lo scopo di difendere la piccola proprietà contadina, diffusissima in Piemonte, di costituire casse rurali, società di assicurazione contro gli incendi, la grandine e la mortalità del bestiame e soprattutto unioni rurali, organismi interclassisti che dovevano coordinare gli interessi di tutti gli operatori agricoli. Il C. fu il primo presidente della Federazione, che ebbe un lusinghiero sviluppo per circa un trentennio e giunse a riunire parecchie società di vario genere. Sull'onda di questi successi il C. avanzò persino, con un articolo pubblicato nel 1909 sul quotidiano cattolico torinese Ilmomento, la proposta di costituire un partito agrario aconfessionale ma di ispirazione cattolica e in grado di presentarsi come terza forza fra socialisti e liberali. Non minore impegno egli rivelò nel promuovere l'attività bancaria, fondando nel 1911, con alcuni amici, il Credito cooperativo piemontese. L'antica tradizione militare della famiglia lo aveva poi indotto a farsi paladino dell'interventismo sulle pagine di "Vita e pensiero" e ad indossare la divisa che lasciò solo al termine del conflitto. Abbandonò da quel momento, e per sempre, ogni attività pubblica e si ritirò in una sua avita casa di campagna presso Cuneo, pago di lunghe e solitarie meditazioni religiose e con un singolare e costante atteggiamento critico, nel volgere degli anni, nei confronti prima del Partito popolare, poi del fascismo e infine della rinata Democrazia cristiana, che pure, in varia misura e con diversi fini, avevano recepito alcune istanze delle avanguardie cattoliche ottocentesche. (fonte bio: Treccani)
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